Il Progetto Senarum Vinea



Si chiamano Gorgottesco, Tenerone, Salamanna, Prugnolo gentile, Rossone, Mammolo e si distinguono dai vitigni più noti soprattutto per una particolarità: da centinaia di anni il loro terroir d’elezione è la città di Siena. Sono alcuni dei più antichi vitigni che la città riscopre grazie a Senarum Vinea: le vigne storiche di Siena, il progetto di riconoscimento e valorizzazione del patrimonio viticolo autoctono e delle forme storiche di coltivazione nella città murata, ideato dal Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche dell'Università di Siena e promosso dall'Associazione Nazionale Città del Vino con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. La scelta della città di Siena come campo di indagine sulla ricerca di antichi vitigni si fonda sulla persistenza di ampi spazi verdi coltivati all’interno delle mura e di coltivazioni promiscue di orti e vigneti nell’immediato suburbio, che ancora tra Ottocento e Novecento, mostravano significativi elementi di continuità con l’età medievale.
La persistenza stessa di toponimi legati al nome “Vigna” (Pod. La Vigna, Pod. Le Vigne, Vignano, Vignanone ecc.) in un raggio di circa 4 km dal centro città, è un ulteriore indicatore che segna una ristretta fascia anulare in prossimità delle mura urbane, utilizzata in passato per quelle colture specializzate, tra cui la vite, che richiedevano cura e irrigazione.
Gli orti urbani e i poderi suburbani, i piccoli giardini, le aree verdi facenti parte di strutture conventuali, conservano, tra le altre coltivazioni, piccoli vigneti allevati su tutori vivi o tenuti in forma di pergolati per produzioni di vino limitate all'autoconsumo. Il carattere privato e chiuso di tali spazi verdi, assieme alle dimensioni spesso limitate, li ha sottratti alle modifiche introdotte dall'agricoltura meccanizzata e dalle moderne tecniche di coltivazione.
Il progetto Senarum Vinea nasce come un percorso sperimentale di riqualificazione storico-paesaggistica e ambientale di Siena e delle sue valli, attraverso il recupero delle cultivar storiche e degli ordinamenti colturali che le caratterizzano. A fronte della standardizzazione dei sistemi di coltivazione e dei processi di vinificazione con conseguente semplificazione e impoverimento del paesaggio rurale, il progetto Senarum Vinea intende contrastare questo fenomeno attraverso il recupero di quell'equilibrio tra fattori naturali e fattori di ordine culturale, che per secoli ha segnato la qualità del paesaggio senese e, più in generale, toscano.
L'indagine è stata condotta, in particolare, nelle clausure dei complessi conventuali, nei giardini delle Contrade e negli appezzamenti ortivi urbani e suburbani che recano ancora traccia di forme storiche della viticoltura senese.

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Siena Convento S. Domenico. Pergola (foto A.Ciacci)

I vitigni recuperati

Senarum Vinea ha permesso di riscoprire ceppi centenari di vitigni autoctoni/minori sopravvissuti fino ad oggi, ma a lungo dimenticati: la campionatura e le analisi ampelografiche e genetiche hanno consentito di realizzare un primo parziale censimento (41 sono i campioni recuperati su un totale di 10 siti visitati) della matrice storica del patrimonio viticolo della città di Siena.
Sono stati individuati 20 vitigni, di cui 10 identificati e già segnalati come varietà minori rare e ad alto rischio di estinzione nella banca dati del Germoplasma Autoctono Toscano: Gorgottesco (podere La Vigna-strada di Certosa di Maggiano, convento di San Domenico e podere Ponticini-strada di Busseto), Tenerone (strada Cassia Sud), Salamanna (Orto de’ Pecci, convento San Domenico, podere La Vigna-strada di Certosa di Maggiano), Occhio di Pernice (istituto San Girolamo), Prugnolo Gentile (podere Badalucco-Porta San Marco), Procanico (strada del Linaiolo), Sangiovese piccolo precoce (strada di Istieto), Rossone (Orto de’ Pecci), Mammolo (strada di Istieto, strada Cassia Sud) e Moscatello nero (podere La Vigna-strada di Certosa di Maggiano); altri dieci campioni, invece, non hanno restituito, allo stato attuale, significative omologie con i vitigni inseriti per il confronto genetico.

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Siena Istituto S. Girolamo. Orto (foto A.Ciacci)

Senarum Vinea 2.0: enotrekking urbano tra i vigneti storici

Il progetto prevede – sulla base di una proposta avanzata dal Lab. di Etruscologia dell'Università degli Studi di Siena e accolta dal Centro Guide Turistiche Siena e Provincia – la creazione di itinerari guidati di enotrekking urbano e periurbano con soste di degustazione che conducano il turista alla scoperta di vigneti storici e forme tradizionali di coltivazione della vite negli spazi verdi interni a Siena e fuori delle mura. E proprio su questa iniziativa che il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze matematiche dell'Università degli Studi di Siena – tra i partner del protocollo d'intesa per il sostegno, l'attuazione e lo sviluppo del progetto Senarum Vinea – sta lavorando alla messa a punto del sistema Senarum Vinea per Smartphone, in maniera da offrire al turista la possibilità di accedere ad informazioni multimediali riguardanti le varie tappe del percorso guidato tramite lettura di QR-code.
Quello sviluppato per la Notte dei ricercatori è il primo percorso sperimentale di enotrekking urbano e prevede cinque punti di sosta: la basilica di San Domenico e il suo orto conventuale, la fonte di Fontebranda, l’ex Ospedale Santa Maria della Scala, il Palazzo Comunale e, infine l'Orto de’ Pecci con la visita al campo di conservazione dei vitigni storici della città e all'orto medievale.
Ad ogni tappa del percorso è stato associato un Qr-code, che tramite un link rapido rimanda ad un minisito contente maggiori dettagli, anche multimediali, sul Progetto e che andranno ad integrare le informazioni fornite dalle Guide Turistiche. Il codice Qr-code sarà stampato su apposita segnaletica che verrà installata nei punti di interesse dell’itinerario. Una volta affinata la piattaforma multimediale, con pochi semplici tap, il turista/visitatore potrà: leggere il contenuto testuale di approfondimento del Progetto, visualizzare la geolocalizzazione degli orti con i vigneti storici, sfogliare la fotogallery di Senarum Vinea, effettuare un confronto fotografico tra passato e presente degli spazi vitati nel tessuto cittadino e periurbano, ricevere indicazioni per raggiungere la tappa successiva del percorso di enotrekking, accedere ai link riferiti a Senarum Vinea.
È chiaro che il sistema proposto offre innumerevoli possibilità di ampliamento e potrà essere arricchito con ulteriori applicazioni e funzionalità. Ad esempio, potranno essere implementate le informazioni nella pagina “link utili” aggiungendo per ogni tappa: indicazioni su ristoranti, monumenti storici, musei, hotel, trasporti pubblici situati nella zona; la parte relativa alla geolocalizzazione potrebbe essere integrata con dati ricevuti in real-time dal GPS interno allo Smartphone, in modo che nella stessa pagina l’utente possa vedere la propria posizione anche mentre si muove lungo le tappe dell’itinerario. Le gif animate utilizzate per il confronto fotografico, poi, potrebbero essere sostituite con applicazioni di realtà aumentata: grazie a questa tecnologia, l’utente inquadra un sito con la fotocamera del telefono e sul display possono comparire in tempo reale informazioni testuali, ricostruzioni fotografiche o informazioni turistiche. Il sistema, infine, potrà prevedere la costruzione di un database degli utenti che utilizzano il sistema, richiedendo agli stessi il rilascio di alcuni dati come l’indirizzo e-mail e un giudizio per valutare il livello di gradimento dell’esperienza vissuta.

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Siena Orto Pecci. Proprietà vitate (foto A.Ciacci)